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Almanacco della Sicurezza - Il grande Smog
FOG come nebbia, la famosa nebbia di Londra, e SMOKE come fumo; è stato facile per il dottor Harold Antoine des Voeux, londinese dei primi anni del ‘900, inventare un significativo neologismo, lo SMOG; questa parola è ancora di uso comune quando si parla di inquinamento dell’aria in contesti urbani.
Lo smog come fenomeno di inquinamento atmosferico acuto ha colpito Londra nel dicembre del 1952, causando nell’immediato almeno quattromila morti (altre stime arrivano a dodicimila) e molti malati con gravi problemi respiratori, soprattutto fra bambini e anziani.
L’evento durò in forma intensa per circa cinque giorni, dal 5 al 9 dicembre 1952, e provocò anche molto caos; la nebbia era così densa e scura da provocare molti incidenti stradali, il servizio di autobus fu sospeso, i voli aerei dirottati; un corrispondente del Guardian (Our London Corrisponder, The Guardian, 9 dicembre 1952) scrisse che uno spesso strato di «sporcizia oleosa» copriva le superfici interne e addirittura oscurava gli schermi dei cinema; il fumo penetrava anche dentro agli edifici.
Una sinergia di condizioni meteo sfavorevoli (inversione termica, venti deboli), nebbia e alte concentrazioni di inquinanti chimici e particolato: episodi simili sono avvenuti nella Valle della Meuse (1930), a Donora USA (1948), a Poza Rica Messico (1950), a New York USA (1966), con implicati i composti dello zolfo e in particolare l’idrogeno solforato, puzzolente di “uovo marcio” fino a che le concentrazioni sono basse e non pericolose, inodore (e quindi molto pericoloso) ad alte concentrazioni, quando diventa sempre più tossico e anche letale.
C’entrano gli scarichi di fumi in atmosfera (anche domestici, comunque molto carichi di inquinanti, non depurati, derivati dall’uso del carbone come combustibile) e l’inversione termica, cioè l’interruzione della tendenza della temperatura dell’aria a diminuire mano a mano che si sale in quota. L’inversione termica forma come un tetto per la miscela di gas e polveri e fa sì che non ci sia possibilità di diluizione degli inquinanti verso l’alto; i venti deboli impediscono anch’essi la aerodispersione in tutte le direzioni; le concentrazioni di composti pericolosi nell’aria crescono, e contemporaneamente diminuisce quella normale di ossigeno. C’entra anche il livello elevato di umidità e la forte concentrazione di particolato, che favorisce la maggiore condensazione della nebbia, alimentando un circolo vizioso che porta all’aumento delle concentrazioni dei composti chimici e delle polveri a bassa quota.
L’abbandono dei combustibili che rilasciano in gran quantità composti dello zolfo e particolato ha portato nel tempo ad una diminuzione di episodi di “smog tipo Londra”; il maggior uso di combustibili derivati da petrolio, ricchi di idrocarburi, ha però favorito più numerosi eventi di “smog tipo Los Angeles”.
Lo “smog di tipo Los Angeles” può essere definito come “lo smog estivo”, perché si innesca in presenza di forte irraggiamento solare, che ben interagisce con gli idrocarburi e i composti questa volta dell’azoto (chiamati NOX), e non più dello zolfo (SOX) come nello smog “invernale” di Londra, per produrre ozono e perossiacetilnitrati. L’isola di calore, che si forma sulle città a causa dell’inversione termica, potenzia anche il fenomeno dell’inquinamento fotochimico, quello dello “smog tipo Los Angeles”, perché impedisce che gli inquinanti vengano dispersi, come ben sanno gli abitanti delle aree della Pianura Padana.
Il Parlamento del Regno Unito promulgò il Clean Air Act il 9 luglio 1956, per evitare che si ripetessero altri fatti drammatici come quelli di Londra del 1952. Prevedeva che nelle città fossero istituite zone in cui era vietato bruciare materiali che generavano polveri sottili, che l’altezza minima dei camini fosse aumentata e che le nuove fabbriche venissero costruite fuori dai centri urbani.
La notte di Capodanno del 1970 anche il Presidente degli Stati Uniti Nixon firma un Clean Air Act, sulla base degli studi sviluppati dall’Agenzia statunitense per l’ambiente EPA (Environmental Protection Agency), un importante atto legislativo volto a regolamentare le sorgenti di inquinamento atmosferico fisse e mobili.
